Pensieri

Per Alessandra.

Cara Alessandra,

nonostante ci conosciamo già da qualche anno, oggi ci siamo rivisti al telefono per la prima volta, anche se dal vivo lo abbiamo già fatto.

Hai assolutamente ragione: perché non ci abbiamo mai pensato prima? Mi sono sentito veramente uno scemo a non averci mai pensato, ma adesso che lo abbiamo “scoperto”, le occasioni di rifarlo ancora non mancheranno.

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Cazzate

Iosif Stalin.

È morto l’uomo che più ha fatto per la liberazione del genere umano.
– L’Unità sulla morte di Stalin.

Dieci muorti suono tragedia, dieci milioni di muorti suono statistica. Allora facciamo statistica, nuon facciamuone tragedia!
– Stalin mentre commenta i meravigliosi risultati del Piano Quinquennale.

Uomo avvisato… già depuortato, dа!
– Stalin all’apice della sua simpatia commenta l’efficienza della magistratura sovietica.

Adda venì baffone!
– Nostalgico comunista su Iosif Stalin.

Immagina… nuon puoi!
– Pubblicità ai tempi di Stalin.

 

“Hey, pupe, vuotate per PCUS!”
Iosif Vissarionovič Džugašvili (Gori, 6 dicembre 1878 – Mosca, 5 marzo 1953) (in russo: Иосиф Джугашбили), il cui vero nome era Galina Kekova detto Stalin, fu un rivoluzionario bolscevico, zar di tutte le Russie e paladino della giustizia che veste alla marinara. Insieme a Lenin e Trotsky fu uno dei primi artefici del più grande esempio di democrazia popolare: le nomination del Grande Fratello. Ah, e l’URSS.

Nel tempo che gli restava tra un rebus e una deportazione, teorizzò il marxismo-leninismo, cambiandogli nome in “stalinismo” o “VIUUUUULENZAAAAA“. Con lo stalinismo egli infatti teorizzò la violenza rivoluzionaria crescente, in contrapposizione con la teoria della violenza rivoluzionaria decrescente di Lenin: egli infatti riteneva che lo Stato socialista avrebbe dovuto progressivamente rafforzare la sua componente repressiva per vincere la sempre crescente resistenza della borghesia alle conquiste del proletariato.

Detto con parole realmente sue:

Spaccuo culo a tuti, da! Nuon fatemi girare i buolscevichi!
– Stalin arringa la folla.

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Altro

Contanti benedetti e subito

In questo post di Roberto Pecchioli, rilanciato dalla cara Celia e apparso in origine su GloriaTV prima e PungenteMente poi, l’autore descrive in maniera pressoché perfetta il perché il contante serva sempre ed è di gran lunga preferibile alle carte elettroniche sfatando anche tutti i miti e le leggende legate ad esso. Buona lettura.

Le cose minime

Articolo pubblicato su GloriaTv e rilanciato da PungenteMente.

di Roberto Pecchioli

Meno contante, meno contate è lo slogan di una campagna fa a favore dell’uso libero del cosiddetto “denaro fisico”, contrapposto alla moneta digitale, scritturale e bancaria. Giorni addietro, alla cassa di un supermercato, abbiamo letto un altro slogan, con tanto di punto esclamativo: meno contanti, meno contatti! Un’autentica minaccia, un presagio del mondo post umano in cui siamo entrati. Ciò a cui si allude è un possibile contagio virale attraverso l’uso di banconote e monete. Un’altra menzogna di questo tempo infernale, smentita dalla Bundesbank tedesca: “banconote e monete non presentano alcun particolare rischio d’infezione per i cittadini “. Addirittura, riferisce il settimanaleDer Spiegel, nell’anno del coronavirus “la circolazione di contanti nell’eurozona si è accresciuta dell’8 per cento, per almeno cento miliardi.” Sarà perché le banche centrali non boicottano sistematicamente i tagli da 200 e 500 euro…

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